Skype

Contattaci con Skype

Ultimi Posts Forum

More...


Visite

Oggi: 6
Ieri: 149
Totale: 26809

 

 

 

 UNIONE EUROPEA 

 

alt 

 

L'Unione Europea è una partnership economica e politica unica al mondo che unisce 27 paesi

democratici europei, che assicura ai suoi 498 milioni di cittadini pace, prosperità e libertà. Ad oggi gli

obiettivi raggiunti sono: la libera circolazione delle persone e delle merci, l’euro (la moneta unica

europea), una maggiore sicurezza alimentare e una più efficace tutela dell’ambiente, il miglioramento

del tenore di vita nelle regioni più povere, un’azione comune contro la criminalità e il terrorismo,

telefonate più economiche, migliaia di opportunità per studiare all’estero e altro ancora.

Per giungere a questi risultati, i paesi membri hanno istituito degli organi che approvano la

legislazione

dell’Unione europea (UE) e ne assicurano l’applicazione. I più importanti sono:

  • il Parlamento europeo (che rappresenta i popoli europei);

  • il Consiglio dell’Unione europea (che rappresenta i governi nazionali);

  • la Commissione europea (che rappresenta l’interesse comune europeo).

     

Meno frontiere, più opportunità

 

I cittadini dell'UE possono viaggiare nella maggior parte del suo territorio senza passaporto e senza

controlli alle frontiere.

Si possono fare acquisti in un altro paese dove le merci sono più convenienti senza restrizioni e senza

dover pagare nuovamente le tasse, a condizione che si acquisti per uso personale. La moneta unica,

l’euro, permette di confrontare facilmente i prezzi in tutti i paesi in cui viene utilizzata. Viaggiare nei

paesi dell’area dell’euro è più facile, perché non vi sono più inconvenienti dovuti al cambio delle valute.

Grazie alla concorrenza creata dal mercato unico senza frontiere dell’UE, la qualità è migliorata e i prezzi

sono diminuiti. Le comunicazioni telefoniche, l’accesso a Internet e i viaggi aerei costano meno. Le

norme dell’UE proteggono i consumatori europei dai prodotti difettosi o di pessima qualità, sia nel loro

paese sia nel resto dell’Unione. Anche nel campo della sicurezza alimentare gli standard dell’Unione

europea sono elevatissimi.

 

Se lo desiderano, i cittadini dell’UE possono vivere, lavorare, studiare e, al termine della vita

 lavorativa trascorrere gli anni della pensione in un altro paese dell’Unione. Le restrizioni

temporaneamente

imposte ai lavoratori dei 12 paesi che hanno aderito all’UE più di recente sono in via di graduale

soppressione.

 

 

Studiare all'estero

Oltre due milioni di giovani hanno già beneficiato di programmi dell’UE per un soggiorno di studio o

formazione in un altro paese europeo. I nomi dei programmi UE per gli scambi didattici e le

collaborazioni transfrontaliere, come Erasmus e Leonardo, sono ormai popolarissimi tra gli studenti e nel

mondo dell’istruzione.

L’UE non decide cosa si debba studiare, ma lavora per fare in modo che i titoli di studio e le qualifiche

professionali siano adeguatamente riconosciuti negli altri paesi comunitari.

 

Un’Europa più verde

La buona salute dell’ambiente è un tema importantissimo per gli europei e i loro governi. Ecco perché

l’UE è in prima linea nelle iniziative mondiali per la tutela dell’ambiente e la lotta contro i cambiamenti

climatici.

Poiché l’inquinamento non conosce confini, in molti settori gli Stati membri hanno deciso azioni

congiunte per la tutela dell’ambiente. Non sorprende che i fiumi e le coste europei siano più puliti, che i

veicoli inquinino meno e le norme per lo smaltimento rifiuti siano rigorose. Ad esempio, i rifiuti

pericolosi dell’Europa non possono più essere inviati nei paesi poveri. Sono state anche imposte norme

severe per assicurare che le imprese utilizzino solo prodotti chimici sicuri per le persone e per

l’ambiente.

L’UE vuole che le attività strategiche come i trasporti, l’industria, l’agricoltura, l’energia e il turismo siano

organizzate in modo tale che il loro sviluppo non significhi la distruzione delle nostre risorse naturali. In

breve: uno sviluppo sostenibile.

 

Affrontare i cambiamenti climatici

Per combattere i cambiamenti climatici, i leader dell’UE si sono accordati su rigorose misure volte a

ridurre le emissioni di gas serra del 20 % entro il 2020.

La politica a lungo termine dell’UE in materia di cambiamenti climatici è imperniata sull’energia. Sono

stati fissati obiettivi vincolanti per un più ampio ricorso a fonti d’energia rinnovabili e pulite come il

vento, i flussi idrici e il sole. La loro utilizzazione contribuirà non solo a combattere i cambiamenti

climatici, ma anche a stimolare l’economia e a rendere più stabile l’approvvigionamento energetico,

riducendo la dipendenza dell’Europa dalle importazioni di petrolio e di gas.

L’UE ha già istituito un innovativo «sistema di scambio dei diritti di emissione», in base al quale le

imprese ad alta intensità energetica che riducono le proprie emissioni vengono premiate, mentre quelle

che eccedono i limiti sono penalizzate.

 

L'Euro nelle tasche

L’euro (€) è probabilmente il successo più tangibile dell’UE. La moneta unica è condivisa nel 2009 da

16 paesi, che rappresentano oltre due terzi della popolazione dell’Unione. Altri paesi seguiranno appena

 le loro economie saranno pronte.

Tutte le banconote e le monete in euro possono essere utilizzate in tutti i paesi in cui esso è accettato.

Le banconote sono tutte uguali, mentre le monete metalliche hanno un disegno comune su un lato e

uno proprio del loro paese d’origine sull’altro.

Paesi UE che utilizzano l’euro: Austria, Belgio, Cipro, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia,

Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna.

 

Pari opportunità

La nostra società è più equa ed efficiente se non discriminiamo i nostri simili per motivi di nazionalità,

sesso, disabilità, razza o altro. Ecco perché il diritto comunitario proibisce qualsiasi discriminazione.

Già negli anni cinquanta i primi trattati contenevano una norma esplicita secondo cui uomini e donne

hanno diritto alla stessa retribuzione per lo stesso lavoro. In questo modo l’UE ha assunto un ruolo

d’avanguardia nella lotta per i diritti delle donne, che costituiscono ora una parte integrante di tutte le

politiche dell’Unione.

 

Libertà, sicurezza e giustizia per tutti

Per combattere la criminalità internazionale e il terrorismo, i paesi dell’UE hanno preso delle misure volte

a garantire una piena cooperazione fra le polizie, gli uffici doganali, i servizi dell’immigrazione e i

tribunali dei diversi Stati membri.

Una delle misure concrete adottate è l’introduzione del mandato di arresto europeo, per semplificare il

trasferimento di presunti criminali dal paese in cui sono stati arrestati a quello in cui devono essere

interrogati e processati. Gli Stati dell’Unione stanno anche coordinando le politiche di asilo e

incrementando i controlli alle frontiere esterne dell’UE.

Poiché i cittadini dell’Unione europea hanno il diritto di vivere in qualsiasi paese dell’UE, devono avere

anche uguale accesso alla giustizia, ovunque si trovino. Gli Stati membri devono garantire la piena e

uniforme applicazione della normativa comunitaria, nonché l’applicazione delle sentenze dei tribunali in

un paese diverso da quello in cui sono state emesse. L’UE ha già fatto molto per semplificare la

soluzione di problemi giuridici transfrontalieri in materia di matrimonio, separazione, divorzio e custodia

dei figli, nonché in relazione ad altre controversie civili.

 

Lavoro e prosperità

L’Unione europea ha contribuito alla nostra prosperità nel corso degli anni creando un mercato unico e

una moneta unica ed eliminando altri ostacoli al commercio e alla mobilità.

Questo ha contribuito a limitare in Europa le conseguenze della crisi finanziaria globale scoppiata nel

2008. I leader dell’UE hanno collaborato per stabilizzare le banche e gli altri istituti finanziari e per

mettere a punto una strategia per rilanciare l’economia.

Nel mondo d’oggi, caratterizzato da un mercato sempre più concorrenziale, l’Europa necessita di nuovi

posti di lavoro e di manodopera specializzata. I nuovi posti di lavoro possono venire dalla ricerca e dallo

sviluppo: è stato deciso di aumentare sostanzialmente la spesa per la ricerca, con l’obiettivo di portarla

al 3 % del PIL entro il 2010, ma abbiamo bisogno anche di nuove capacità, e dobbiamo dedicare più

tempo all’apprendimento lungo tutto l’arco della vita.

Un terzo del bilancio annuale dell’UE, che ammonta a 130 miliardi di euro, viene utilizzato per stimolare

gli investimenti e creare posti di lavoro nelle regioni sfavorite, nonché per azioni di formazione destinate

ai lavoratori disoccupati o meno qualificati.

 

Grazie al sostegno dell’UE, oggi gli abitanti di paesi quali l’Irlanda e la Spagna godono di una prosperità

molto maggiore rispetto a 25 anni fa. Adesso sono i nuovi Stati membri nell’est dell’Unione a godere

del tasso di crescita più elevato.

 

Esportare pace e stabilità

Grazie all’unità che è stata costruita negli ultimi 50 anni, una guerra tra i paesi dell’Unione è oggi

impensabile. Sulla scorta di tale successo, l’UE sta ora lavorando per diffondere la pace e la stabilità al

di fuori dei suoi confini.

Il modo migliore per evitare l’insorgere di conflitti è creare una maggiore prosperità a livello mondiale.

In quanto massima potenza commerciale al mondo, l’UE utilizza la propria influenza per imporre regole

eque per il commercio mondiale e garantire così che la globalizzazione comporti vantaggi anche per i

paesi più poveri. Già oggi l’assistenza umanitaria e gli aiuti allo sviluppo forniti dall’Unione sono

maggiori di quelli di qualsiasi altro donatore.

Essa invia missioni militari e di polizia come forze di pace nelle regioni di crisi, come i Balcani, nel

quadro dell’elemento «difesa» della sua politica estera e di sicurezza comune.

L’Unione europea costituisce un esempio di come i paesi democratici possano mettere in comune

risorse economiche e politiche nell’interesse di tutti, presentandosi come un possibile modello da

seguire in altre parti del mondo.

 

Un posto nell’Unione

Sin da quando è stata creata dai sei paesi fondatori oltre 50 anni fa, l’Unione europea ha attirato un

flusso costante di nuovi aderenti, fino allo storico allargamento del 2004 e a quello del 2007, che

hanno portato il numero degli Stati membri da 15 a 27, riunificando un continente diviso per 45 anni

dalla guerra fredda.

Tutti i paesi europei possono aderire all’UE, a condizione di avere un sistema democratico stabile che

garantisca lo Stato di diritto, i diritti umani e la tutela delle minoranze, ma anche un’economia di

mercato efficiente e un’amministrazione pubblica in grado di applicare la normativa comunitaria.

La Croazia, l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia e la Turchia sono gli attuali candidati all’adesione.

L’UE fornisce assistenza economica e pratica ai paesi candidati per aiutarli a prepararsi ad entrare

nell’Unione.

Possono trascorrere anche dieci o più anni fra il momento in cui un paese presenta la domanda di

adesione e quello dell’adesione effettiva. Una volta approvato, il trattato di adesione deve essere

ratificato dal Parlamento europeo e dai parlamenti nazionali sia del paese candidato che di tutti gli Stati

membri.

 

Un intero continente

Stati membri e data di adesione.

 

1952 Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi

 

1973 Danimarca, Irlanda, Regno Unito

 

1981 Grecia

 

1986 Portogallo, Spagna

 

1995 Austria, Finlandia, Svezia

 

2004 Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica ceca, Slovacchia, Slovenia, Ungheria

 

2007 Bulgaria, Romania



Il Parlamento europeo

 

Il Parlamento europeo viene eletto ogni cinque anni dai cittadini europei per rappresentare i loro

interessi.

Il compito principale del Parlamento è approvare la legislazione europea sulla base delle proposte

presentate dalla Commissione. Il Parlamento condivide tale responsabilità con il Consiglio dell’UE. Il

Parlamento e il Consiglio condividono anche il potere di approvare il bilancio annuale dell’UE, che

ammonta a 130 miliardi di euro.

Il Parlamento ha il potere di sciogliere la Commissione europea.

I membri del Parlamento europeo non siedono in blocchi nazionali, ma si suddividono in otto gruppi

politici europei. Questi corrispondono a partiti come, ad esempio, il partito popolare europeo

(democratico-cristiano), il partito socialista, i liberali, i verdi. I parlamentari europei rappresentano tutte

le posizioni sull’integrazione europea, dai federalisti convinti agli euroscettici.

 

Le sedute principali del Parlamento si tengono a Strasburgo, in Francia, le altre a Bruxelles, in Belgio.

Come tutte le altre istituzioni comunitarie, il Parlamento lavora in tutte le 23 lingue ufficiali dell’Unione.

 

Il Parlamento elegge il Mediatore europeo, che indaga sulle denunce dei cittadini relative a casi di

cattiva amministrazione delle istituzioni UE

 

Il Consiglio dell’Unione europea

 

 

Il Consiglio dell’Unione europea, noto in precedenza come Consiglio dei ministri, è il principale organo

decisionale comunitario. Esso condivide con il Parlamento il compito di adottare le norme legislative

dell’UE. È inoltre responsabile per la politica estera, di sicurezza e di difesa dell’UE, nonché per le

decisioni chiave in materia di giustizia e libertà.

Il Consiglio è costituito da ministri dei governi nazionali di tutti gli Stati membri. Alle riunioni

partecipano i ministri competenti per gli argomenti discussi: a seconda dei casi, ministri degli Esteri,

ministri dell’Economia e delle finanze, ministri dell’Agricoltura ecc. Ogni sei mesi un diverso paese

membro assume la cosiddetta presidenza dell’UE, ossia presiede le riunioni del Consiglio e fissa

l’indirizzo politico generale.

Ogni paese dispone in Consiglio di un numero di voti che riflette approssimativamente l’entità della sua

popolazione, ponderata però a favore dei paesi più piccoli. La maggior parte delle decisioni viene presa

a maggioranza, anche se per questioni sensibili in settori quali la tassazione, la politica di asilo e di

immigrazione o la politica estera è necessaria l’unanimità.

I presidenti e/o primi ministri degli Stati membri si incontrano nell’ambito del Consiglio europeo diverse

volte all’anno. È nel corso di questi «vertici» che vengono fissate le linee generali della politica dell’UE.


 

La Commissione europea

 

La Commissione europea è l’organo esecutivo dell’UE, che rappresenta e difende gli interessi dell’Europa

nel suo complesso.

Essa prepara le proposte per la nuova normativa europea, che presenta quindi al Parlamento europeo e

al Consiglio; gestisce il lavoro quotidiano per l’attuazione delle politiche UE e l’assegnazione dei fondi;

vigila sul rispetto della legislazione e dei trattati europei e può procedere contro coloro che ne violano le

norme, deferendoli, se necessario, alla Corte di giustizia.

La Commissione è composta da 27 persone, una per ciascuno Stato membro, assistite da circa 24 000

funzionari europei, la maggior parte dei quali lavora a Bruxelles.

Il presidente della Commissione è scelto dai governi dell’Unione e confermato dal Parlamento europeo.

Gli altri commissari sono nominati dai rispettivi governi nazionali in consultazione con il presidente

designato e devono essere confermati dal Parlamento. Non rappresentano i governi dei paesi di

provenienza e ciascuno di essi è responsabile di uno specifico settore politico.

Il presidente e i membri della Commissione sono nominati per un periodo di cinque anni, che coincide

con la legislatura del Parlamento europeo.

 



La Corte di giustizia

 

 

 

Il compito della Corte di giustizia è assicurare che il diritto comunitario venga interpretato e applicato

nello stesso modo in tutti i paesi dell’UE, vale a dire che la legge sia uguale per tutti. Essa garantisce,

ad esempio, che i tribunali nazionali non si pronuncino in modo diverso sulla medesima questione e che

gli Stati membri e le istituzioni dell’Unione facciano quello che, in base alle norme, sono tenuti a fare.

La Corte ha sede a Lussemburgo ed è composta da un giudice per ogni Stato membro.

 



La Corte dei conti

 

 

La Corte dei conti verifica che i fondi comunitari, che provengono dai contribuenti, siano spesi in modo

regolare ed economicamente vantaggioso, e siano destinati allo scopo previsto. La Corte ha sede a

Lussemburgo e ha il diritto di rivedere i conti di qualsiasi organizzazione, organismo o società che

utilizzi fondi comunitari.



Il Comitato economico e sociale europeo

 

 

I 344 membri del Comitato economico e sociale europeo rappresentano una vasta gamma di interessi:

dai datori di lavoro ai sindacati, dai consumatori agli ecologisti. Il Comitato è un organo consultivo che

deve essere consultato in merito alle proposte di decisioni comunitarie in settori quali l’occupazione, la

spesa sociale, la formazione professionale ecc.

 



Il Comitato delle regioni

 

 

Il Comitato delle regioni viene consultato in relazione alle decisioni comunitarie di prossima adozione

che possono avere ripercussioni dirette a livello locale o regionale in settori quali i trasporti, la sanità,

l’occupazione o l’istruzione. I suoi 344 membri sono spesso presidenti di regioni o sindaci.



La Banca centrale europea

 

La Banca centrale europea, con sede a Francoforte sul Meno (Germania), è responsabile della gestione

dell’euro; in questo quadro il suo compito fondamentale è fissare i tassi di interesse. Il suo obiettivo

principale è garantire la stabilità dei prezzi affinché l’economia europea non subisca spinte

inflazionistiche nocive. Essa adotta le proprie decisioni indipendentemente dai governi e da altri

organismi.

La Banca europea per gli investimenti

 

La BEI, che ha sede a Lussemburgo, presta denaro per progetti di interesse europeo, in particolare nelle

regioni più svantaggiate. Finanzia progetti di infrastrutture, come collegamenti ferroviari o stradali, e

programmi ambientali. Fornisce crediti per investimenti alle piccole e medie imprese ed eroga prestiti

agli Stati candidati all’adesione all’UE e ai paesi in via di sviluppo. Poiché è di proprietà dei governi

dell’Unione, può raccogliere capitali e fornire prestiti e crediti a tassi favorevoli.

I simboli dell’UE

 

La bandiera europea


Le 12 stelle in cerchio rappresentano gli ideali di unità, solidarietà e armonia tra i popoli d’Europa.

L’inno europeo


La melodia è quella della Nona sinfonia di Beethoven, eseguita senza parole quando viene utilizzata

come inno europeo.

Festa dell’Europa, 9 maggio

Le idee su cui si basa quella che è oggi l’Unione europea sono state formulate per la prima volta il

9 maggio 1950 in un discorso del ministro degli Esteri francese Robert Schuman. Per questo, ogni

anno, il 9 maggio si celebra il «compleanno» dell’Unione.

 

«Unita nella diversità»

È il motto dell’UE.

 

Sito