Paesi europei

eu21_211Ogni cittadino dell’UE ha il diritto di soggiornare in un paese dell’Unione diverso dal proprio.Per soggiorni di durata inferiore a 3 mesi, è sufficiente possedere la carta d’identità o un passaporto in corso di validità. In molti paesi dell’UE è necessario essere sempre muniti di tali documenti. In tali paesi, lasciando a casa i documenti d’identità si rischia una sanzione o di essere temporaneamente trattenuti, ma non si può essere espulsi soltanto per questa ragione.

Dichiarazione di presenza

In alcuni Stati membri si è tenuti a dichiarare la propria presenza entro un periodo di tempo ragionevole successivo all’arrivo. In assenza di tale dichiarazione, le autorità locali potrebbero imporre il pagamento di una sanzione.Prima di partire, verifica le scadenze e le condizioni per effettuare la dichiarazione di presenza presso le autorità nazionali. Per effettuare la dichiarazione di presenza basta avere la carta d’identità o il passaporto. Questa formalità dovrebbe essere del tutto gratuita. Se si soggiorna in un hotel, si dovrà compilare un apposito modulo; l’hotel penserà al resto. In alcuni paesi dell’UE, la mancata dichiarazione di presenza può comportare una sanzione, ma non può costituire l’unica causa di espulsione.

Soggiorni superiori a 3 mesi – Diritti, condizioni, formalità

Dopo 3 mesi nel nuovo paese ospitante può essere richiesta l’iscrizione presso le autorità competenti (in genere il comune o il commissariato di polizia).Per ottenere il certificato d’iscrizione occorre esibire:

Per lavoratori dipendenti o distaccati:

  • carta d’identità o passaporto in corso di validità

  • certificato di lavoro o attestazione di assunzione da parte del datore di lavoro

Per i lavoratori autonomi:

  • carta d’identità o passaporto in corso di validità

  • un documento comprovante lo status di lavoratore autonomo

Al momento dell’iscrizione si riceve un attestato d’iscrizione. Quest’ultimo conferma il proprio diritto a soggiornare nel nuovo paese; il certificato riporta nome e indirizzo e la data d’iscrizione. Il certificato d’iscrizione deve essere rilasciato immediatamente e il suo costo non deve superare quello previsto per il rilascio della carta d’identità dei cittadini nazionali. Deve avere validità illimitata (senza necessità di rinnovo), sebbene possa rendersi necessario comunicare alle autorità locali eventuali cambi d’indirizzo.In caso di mancata iscrizione, si rischia  una sanzione, ma si può continuare a soggiornare nel paese ospitante e non si può  essere espulsi soltanto per questa ragione.

Parità di trattamento

Durante il soggiorno nel paese ospitante, si ha diritto allo stesso trattamento previsto per i cittadini nazionali, in particolare per quanto riguarda l’accesso all’occupazione, la retribuzione, le prestazioni volte ad agevolare l’accesso al lavoro, l’iscrizione presso istituti scolastici, ecc.Anche se si soggiorna come turista, non ci sono costi più elevati, per esempio per visitare musei o usufruire dei servizi di trasporto pubblico.

Invito a lasciare il territorio / espulsione

Finché si soddisfano le condizioni previste in materia di soggiorno si può rimanere nel paese ospitante dell’UE. In caso contrario, le autorità nazionali possono invitar il cittadino a lasciare il territorio. In casi eccezionali, possono decidere l’ espulsione per motivi di ordine pubblico o di pubblica sicurezza, ma unicamente se è dimostrato che la persona rappresenta una minaccia molto grave.La decisione di espulsione o l’invito a lasciare il territorio devono essere comunicati per iscritto, precisando tutti i motivi del provvedimento e indicando le modalità e i termini per presentare ricorso

Cercare un lavoro

Qualsiasi persona originaria di uno Stato membro dell’Unione europea (UE) ha il diritto di accedere a un impiego retribuito e di svolgere tale attività sul territorio di un altro Stato membro. Allo stesso modo, un datore di lavoro è libero di diffondere offerte, concludere ed eseguire contratti di lavoro con cittadini europei originari di altri Stati membri. Nessuna legislazione nazionale può limitare l’offerta, l’accesso e l’esercizio dell’impiego da parte dei cittadini europei originari di altri Stati membri, salvo le disposizioni legislative sulle conoscenze linguistiche richieste in relazione alla natura dell’impiego offerto. Allo stesso modo il regolamento vieta qualsiasi disposizione che sottoponga i cittadini europei originari di altri Stati membri a:

•procedure speciali di assunzione;

•limiti nella diffusione delle offerte di impiego;

•condizioni speciali di assistenza alla ricerca di impiego e all’iscrizione negli uffici di collocamento.

Esercizio del diritto al lavoro e alla parità di trattamento

Il regolamento vieta ogni discriminazione tra i lavoratori nazionali e originari di un altro Stato membro per quanto riguarda:

• le condizioni di occupazione e di lavoro (licenziamento, retribuzione, reintegrazione nel mercato del lavoro, ecc);

• i vantaggi fiscali e sociali;

• l’istruzione e il riorientamento professionale;

• i contratti collettivi o individuali;

• l’iscrizione a organizzazioni sindacali e l’esercizio dei diritti sindacali.

Famiglia dei lavoratori

I figli di un lavoratore europeo, che sia o sia stato occupato sul territorio in uno Stato membro diverso da quello di origine, sono ammessi a frequentare i corsi d’insegnamento generale, di apprendistato e di formazione professionale alle stesse condizioni previste per i figli dei cittadini nazionali. Occorre prendere tutte le misure affinché la loro formazione si svolga nelle migliori condizioni possibili.

Messa in contatto e compensazione delle offerte e delle domande di lavoro

Gli Stati membri collaborano e si scambiano informazioni per quanto riguarda le analisi sull’occupazione, il mercato del lavoro e la libera circolazione dei lavoratori nell’UE.Inoltre, ogni Stato membro predispone un servizio specializzato per l’occupazione dei lavoratori provenienti da altri paesi europei al fine di elaborare le offerte e domande d’impiego che possono essere destinate a tali lavoratori.

Per maggiori informazioni consultare il Regolamento (UE) n. 492/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2011, (Testo rilevante ai fini del SEE).

Fonte:europa.eu/legislation_summaries/internal_market/living_and_working_in_the_internal_market/l23013a_it.htm

Siti di riferimento:

Regolamento (UE) n. 492/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio
Commissione europea – DG Commissione europea Occupazione, affari sociali e inclusione

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GiovaniVersilia

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